Storia della proprietà

panoramica tenuta

La villa fu costruita dal 1703 al 1718 dall’Almo Collegio Borromeo di Pavia, che la destinò a residenza estiva dei convittori e la tenne in possesso, ininterrottamente, fino al 1967.

La villa comprendeva un parco con alberi secolari e una cappella, in un’ala della costruzione, con un ingresso autonomo, aperto verso il giardino.

 

Da una descrizione del 1879, sappiamo che la villa comprendeva l’abitazione padronale, ma era anche il cuore dell’azienda agricola: oltre alle stanze della proprietà, erano presenti un alloggio per il fattore del collegio Borromeo, le cantine, la tinaia, il torchio, i locali per l’allevamento dei bachi da seta e i granai, che occupavano, probabilmente, l’ala ad est del primo piano, sopra il porticato, dove oggi vediamo una successione di piccole finestre. Le varie attività si svolgevano sotto il controllo diretto della proprietà: il legame tra attività agricola e funzione residenziale era molto forte.

 

Oggi, invece, nonostante la centralità della produzione vinicola, la villa ha le caratteristiche di raffinata eleganza, proprie di una residenza gentilizia. Nel 1967, i nuovi proprietari avviarono un’opera di restauro generale. Diresse i lavori l’architetto Carlo Emilio Aschieri, che riportò la villa al suo antico splendore.

 

Gli attuali proprietari nel 1993 hanno razionalizzato gli accessi, creando un secondo ingresso verso i giardini, mediante la costruzione di una gradinata in pietra e hanno destinato ad uso parcheggio una vasta area: adeguamenti necessari per attrezzare una struttura privata a rispondere alle esigenze di funzionalità del presente.

 

Contemporaneamente sono stati riordinati i giardini all’italiana, arricchiti di piante ornamentali e sono state completamente rifatte le pavimentazioni all’esterno, in cotto nel cortile di accesso alla villa e in pietra nel camminamenti del giardino.

La villa è stata oggetto di una costante opera di manutenzione degli esterni, delle coperture e degli interni, che sono stati riallestiti con gusto sicuro ed elegante.

Architettura

architettura

La costruzione presenta, allo stato attuale, una pianta ad U rovesciata con due cortili ed è articolata su un corpo centrale arretrato e due ali laterali. Un porticato circonda i tre lati dell’edificio al pian terreno ed è rivolto verso il cortile principale, che è aperto direttamente sulla scenografica distesa del bel giardino all’italiana, colmo di rose. Solidi pilastri sostengono le volte a crociera, che sono delimitate da profonde arcate che, in trasversale, separano la successione delle campate lungo i tre lati del porticato.

 

Il prospetto principale della villa è rivolto a sud e comprende oltre al piano terra un unico piano di altezza ridotta, adibito in passato a funzioni diverse da quella residenziale, che è sormontato al centro da un coronamento che contiene un orologio. In posizione dominante, verso il cielo, appare come segnale visivo altamente simbolico lo stemma di San Carlo Borromeo, al quale è consacrata la cappella. Lo stesso stemma è collocato sul tetto del cortile centrale del Collegio Borromeo, a Pavia. Oltre al cappello con i cordoni e dieci nappe per lato, San Carlo ha conglobato il motto HUMILITAS, con la lettera acca e la elle che reggono una corona, tratto dallo stemma della sua famiglia, i nobili Borromeo al servizio dell’impero, che il duca Filippo Maria Visconti premiò con l’attribuzione di due feudi e che, nel 1445, nominò conti di Arona.

 

L’ingresso principale della villa si trova direttamente al piano terra, sotto il porticato, nel corpo centrale ed apre verso le sale di rappresentanza. Altri due ingressi sono all’esterno, verso il giardino, all’inizio delle due ali laterali: quello a destra apre direttamente sulla cappella, mentre quello a sinistra è stato murato e dava accesso ad una zona di servizio, dove si trova ancora oggi la grande cucina, che contiene un antico camino focolare in pietra e una serie di travature ribassate.

 

Uno scalone luminoso ed elegante conduce al primo piano dove si trovano le stanze private della villa, aperte verso una spaziosa galleria di passaggio: oltre alle camere da letto con i relativi servizi, sono presenti la biblioteca, la sala biliardo, alcuni salotti ed una grande sala riunioni con bar annesso.

 

Al piano seminterrato sono collocate le ampie cantine, caratterizzate da una successione suggestiva di pareti e volte in mattoni a vista.

La facciata principale, così come la facciata rivolta ad est, è intonacata e dipinta di colore giallo, mentre gli elementi architettonici strutturali (pilastri, paraste, volte, arcate) sono di colore bianco, così come la fascia marcapiano orizzontale, i timpani che sormontano i tre portali d ‘ingresso e le cornici che riquadrano porte e finestre, che risultano in aggetto.

 

Si percepisce un leggero e raffinato contrasto nel fluire del giallo sul bianco, ma l’architettura resta compatta, sobria ed omogenea, in armonia con lo stile severo e rigoroso dell’architettura pavese di fine seicento ed inizio settecento.

La facciata nord della villa è rivolta verso un ombreggiato cortile terrazza, sospeso sui vigneti, circondato da alberi ad alto fusto. Lo spazio racchiuso suggerisce un uso privato, intimo, in netto contrasto con la maestosità del cortile di rappresentanza, aperto sulla scenografia dei giardini all’italiana.

 

Il materiale utilizzato per la muratura di questa facciata è il mattone lasciato a vista, che conferisce un aspetto antico e severo e che permette la lettura degli interventi precedenti. Sono visibili, infatti, sopra le riquadrature delle finestre, arcate in cotto, che testimoniano la presenza in passato di aperture di forma ed altezza diverse.

 

La villa sorge su un piccolo colle: a sud si trova la parte più alta con i giardini, mentre a nord il livello degrada e risulta parzialmente a vista il piano delle cantine, in cui sono aperte finestre di dimensioni ridotte, che permettono passaggio di luce ed aerazione. Una scala con gradini di forma arrotondata collega il livello della terrazza con il livello delle sale, a cui si accede mediante una porta in ferro battuto, identica e diametralmente opposta alla porta d’ingresso della facciata principale a sud. Anche qui tutte le finestre all’esterno e la porta sono riquadrate con cornici realizzate in intonaco dipinto di bianco, che crea un forte contrasto con il rosso vivo del mattone.

 

Anche il lato della villa rivolto ad ovest è in mattoni a vista e sorge nella parte più bassa del colle: qui l’intero piano delle cantine risulta fuori terra e due alti portali permettono l’accesso diretto al cuore dell’azienda vitivinicola. Una piccola strada, che inizia vicino al cancello d’ingresso della villa, permette di raggiungere rapidamente la zona vinicola, mentre l’accesso alla villa è più distante, verso l’alto del colle.

Cappella

cappella

Una cappella è annessa alla villa: fu costruita nei primi decenni del ‘700 e dedicata a San Carlo, fondatore del Collegio Borromeo a Pavia nel 1561.

La costruzione è a doppia altezza: occupa l’ala destra dell’edificio e gode di un ingresso autonomo, rivolto verso il prato.

 

Probabilmente all’origine svolgeva la funzione di piccola chiesa aperta ai coloni della varie cascine: leggiamo nel libro edito dal Collegio Borromeo nel 1992 che San Carlo, il cardinal Federigo ed i loro successori fecero costruire oratori nei vari possedimenti, perché c’era molta preoccupazione per la vita liturgico sacramentale dei coloni. Vengono citati gli oratori di San Re, Comairano, Lago dei Porzi e Pegazzera, come ancora oggi esistenti e sono giudicati degni di interesse artistico.

 

La pianta della cappella è rettangolare: all’interno, però, gli spazi percepiti sono due, uno per le celebrazioni e l’altro per i fedeli, e sono entrambi coperti da volte a crociera. Gli elementi verticali, i semicapitelli, le arcate e le cornici, che riquadrano a distanza le finestre, sono intonacati di colore grigio, mentre pareti e volte sono di colore chiaro e, in passato, erano ricoperte di affreschi, che non sono arrivati fino a noi.

 

Il ruolo decorativo e sacro dell’ambiente è affidato ad un dipinto antico di pregevole fattura, con una festosa cornice in stucco, che rappresenta la Madonna con angeli. Ai lati dell’altare barocco si trovano due porte murate, che permettevano l’accesso alla cappella dall’interno della villa, con stipiti e cimase realizzati in marmi policromi di grande bellezza.

 

Vicino all’ingresso sono appesi a destra e a sinistra due stemmi a carattere sacro, di color porpora, mentre al lato destro dell’altare vi è lo stemma sacro di San Carlo con il cappello, i cordoni e le nappe, la croce trilobata e la scritta ‘PAX’. Alla sinistra dell’altare appare uno stemma gentilizio a carattere laico, appartenente ad un membro della famiglia Borromeo.

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